Alcuni pensano che con l’ipotesi dell’evoluzione il caso ha creato tutto e non c’è il Regno di Dio, altri pensano che il Regno di Dio è una grande mensa dove si mangia e si canta per sempre, e finché si tratta di mangiare e cantare tutti nel Regno potrebbero entrare.
Il Regno di Dio non è una mensa dove si mangia e si canta per sempre ma è il Regno preparato da Dio fin dalla creazione del mondo (Mt 25,34) e la vita è un progetto di Dio che ha un esito: se crediamo che Dio ha creato il mondo per amore, il Regno di Dio è un creato in cui si vive in armonia da cui è escluso chi per l'egoismo diventa incapace di provare amore per gli altri e rispettare gli animali.
Papa Francesco: “Lazzaro è l’unico personaggio, in tutte le parabole di Gesù, ad essere chiamato per nome che vuol dire Dio aiuta: Dio non lo dimentica, lo accoglierà nel banchetto del suo Regno in una ricca comunione di affetti; l’uomo ricco, invece, nella parabola non ha neppure un nome e la sua vita cade dimenticata”.
Lazzaro verrà accolto nel Regno di Dio che non è una grande mensa dove si mangia e si canta per sempre ma è il Regno preparato da Dio fin dalla creazione del mondo (Mt 25,34): se crediamo che Dio ha creato il mondo per amore (condividere la meraviglia del Suo Progetto), il Regno di Dio è il Regno dell’Amore, un creato in cui si vive in armonia rispettando gli animali; anche sulla terra può iniziare il Regno di Dio se viene fatta la Sua volontà.
Il ricco visse più a lungo di Lazzaro ma l’egoismo lo aveva reso incapace di provare amore per gli altri, per cui si ritrovò escluso dall’armonia del creato, come viene spiegato su Vatican News, nel peggiore stato dell’anima, cioè nella consapevolezza di essere nulla, un progetto di vita fallito se non può essere recuperato all’amore, per cui in questo senso “dopo la morte non c’è nulla”.
La fede implica un comportamento coerente: se nella Chiesa si afferma che per salvarsi basta credere che “Gesù ha pagato per noi sulla Croce e nella fede siamo liberi dai nostri peccati” oppure, per chi non crede, basta fare “ciò che viene percepito come bene” si possono giustificare tutte le azioni che si ritengono buone; la coscienza non deve essere un’opinione: la vita è il progetto di un Creatore e quindi la coscienza per i credenti deve essere educata ai valori morali per comprendere il bene e il male delle azioni.
Papa Francesco e il Grande Imam Al-Tayyib il 4 febbraio 2019, nella storica visita del papa ad Abu Dabhi negli Emirati Arabi Uniti, hanno sottoscritto Il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune; è un appello congiunto senza precedenti rivolto a tutte le persone che portano nel cuore la fede in Dio e la fede nella fratellanza umana a unirsi e a lavorare insieme, affinché diventi una guida per le nuove generazioni verso la cultura del reciproco rispetto, nella comprensione della grande grazia divina che rende tutti gli esseri umani fratelli.
I musulmani con i cattolici dichiarano di adottare la cultura del dialogo come via, la collaborazione comune come condotta, la conoscenza reciproca come metodo e criterio. Viene dichiarato l’impegno per stabilire nelle nostre società il concetto della piena cittadinanza e rinunciare all’uso discriminatorio del termine minoranze, la condanna dell’estremismo e l’uso politico delle religioni, il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi, la protezione dei luoghi di culto e il dovere di riconoscere alla donna il diritto all’istruzione, al lavoro, all’esercizio dei propri diritti politici interrompendo tutte le pratiche disumane e i costumi volgari che ne umiliano la dignità, e lavorare per modificare le leggi che impediscono alle donne di godere pienamente dei propri diritti.
La dichiarazione comune che muove da una riflessione profonda sulla realtà contemporanea condanna l’ingiustizia e la mancanza di una distribuzione equa delle risorse naturali, delle quali beneficia solo una minoranza di ricchi a discapito della maggioranza dei popoli della terra, che porta a far morire di fame milioni di bambini, già ridotti a scheletri umani, in un silenzio internazionale inaccettabile.
Condanna tutte le pratiche che minacciano la vita e chiede a tutti di cessare di strumentalizzare le religioni per incitare all’odio, alla violenza, all’estremismo e al fanatismo cieco e chiede di smettere di usare il nome di Dio per giustificare atti di omicidio, di esilio, di terrorismo e di oppressione, perché Dio non ha creato gli uomini per essere uccisi o per scontrarsi tra di loro e neppure per essere torturati o umiliati nella loro vita e non ha bisogno di essere difeso da nessuno; si conferma pertanto l’importanza del ruolo delle religioni nella costruzione della pace mondiale.
I materialisti escludono l’esistenza di un Dio Creatore con la teoria dell’evoluzione secondo la quale le mutazioni casuali del DNA e la selezione naturale hanno prodotto tutti gli esseri viventi; invece gli scienziati credenti dimostrano con l’entropia genetica che le mutazioni non producono nuove specie, pertanto la complessità delle informazioni nel DNA per produrre la vita c’è stata fin dal principio ed è la prova del progetto di un Creatore.
Se crediamo che Dio ha creato il mondo per amore, il Regno di Dio è un creato in cui si vive in armonia da cui è escluso chi per l’egoismo diventa incapace di provare amore per gli altri e rispettare gli animali, nel peggiore stato dell’anima, cioè nella consapevolezza di essere nulla, un progetto di vita fallito se non può essere recuperato all’amore, per cui in questo senso “dopo la morte non c’è nulla”.
Nel Regno di Dio ogni creatura è importante, non esiste l’egoismo e non ci sono proprietà private, per cui si dovrebbe riflettere se si può mettere un limite morale alla proprietà privata dei ricchi oltre il quale va distribuita ai poveri.
Il teologo Leonardo Boff: “Il primo perdono che dovrebbe chiedere la Chiesa dovrebbe essere ai poveri defraudati, per essere una Chiesa ricca e perché quando altri hanno appoggiato i poveri furono condannati come falsi profeti”.
Papa Francesco: “La cupidigia è l’avidità sfrenata di beni, una malattia pericolosa anche per la società: a causa sua siamo arrivati a un’ingiustizia come mai prima nella storia, dove pochi hanno tanto e tanti hanno poco o niente”.